Il percorso che entra nei Colli Euganei invece di girarci attorno: da Monselice verso Lozzo Atestino e le pendici del Monte Venda — la vetta più alta della pianura padana a 601 m — poi nord attraverso i borghi collinari, fino ai tre canali veneziani di Treponti. Panorami, boschi e strade secondarie che la maggior parte dei ciclisti non conosce.
Il Giro del Monte Venda è il percorso che i ciclisti esperti della zona tengono per sé: invece di seguire il perimetro esterno dei Colli, questo anello entra dentro il Parco Regionale e risale verso Monte Venda (601 m), la vetta più alta, raggiungendola da Lozzo Atestino, il versante più selvaggio e meno frequentato delle colline.
Il percorso parte in piano verso Monselice, poi svolta deciso verso l'interno — lasciando la pianura alle spalle — e si inerpica tra oliveti, vigneti terrazzati e boschi di castagno. Da Lozzo Atestino in poi il paesaggio cambia: niente più centri storici affollati, solo strade secondarie, silenzio e il profilo di Monte Venda sempre in vista.
Il ritorno avviene per la parte settentrionale dei Colli, passando per Bastia e Treponti — dove tre canali costruiti dalla Serenissima di Venezia si incontrano in un nodo idraulico medievale rimasto intatto — prima di rientrare a Montegrotto lungo la pianura.
I luoghi imperdibili lungo il percorso, nell'ordine in cui li incontri.
Prima tappa: il Mastio Federiciano e la Rocca di Monselice dominano la pianura su sette livelli sovrapposti, dalla rocca longobarda fino alla cinquecentesca Villa Nani Mocenigo. Da non perdere la Via Sacra con le sei cappelle votive che salgono verso il Santuario delle Sette Chiese — un capolavoro del Vincenzo Scamozzi quasi sconosciuto.
Borgo medievale ai piedi dei Colli, segnato dai ruderi del Castello di Calaone, presidio carrarese del XIV secolo. La salita che porta verso Lozzo Atestino passa proprio sotto le sue rovine: un momento di silenzio totale tra i castagni, con la pianura che si allontana rapidamente alle spalle.
Il paese ai piedi del Monte Venda, porta d'accesso alla Val di Lonte: una delle valli più intime dei Colli, con sorgenti d'acqua sulfurea conosciute già dai Romani. Qui il Parco Regionale è ancora intatto: uliveti centenari, vigneti stretti tra le rocce e strade che non figurano sulle mappe del turismo di massa.
La vetta più alta dei Colli Euganei è raggiungibile in deviazione dal percorso principale. Dalla cima — dove durante la Guerra Fredda operava una base radar NATO segreta oggi dismessa — nelle giornate limpide si vedono le Dolomiti, il Delta del Po e la laguna di Venezia. In e-bike la salita è impegnativa ma fattibile.
La parte settentrionale del percorso attraversa i borghi collinari meno battuti dal turismo: boschi misti, coltivazioni terrazzate e vedute sulla pianura che si apre verso Padova. Non la scenografia medievale di Arquà Petrarca, ma una natura autentica che compensa con il silenzio e con strade quasi deserte.
Ultima tappa prima del rientro: Treponti è il nodo idraulico dove tre canali costruiti dalla Repubblica Serenissima di Venezia si incontrano in rapida successione. Tre ponti in pochi metri, un sistema di bonifica medievale ancora perfettamente funzionante. Un posto inaspettato che chiude il cerchio del percorso con eleganza.
Il versante meridionale dei Colli Euganei è il cuore produttivo del vino locale. Il Serprino DOC — un Glera frizzante leggero e profumato, parente prossimo del Prosecco — è il vino da bici per eccellenza: freddo, fresco e perfetto dopo una salita. Si compra direttamente alle cantine lungo la strada, spesso a prezzi che Venezia non ti sognerebbe mai.
Da Lozzo Atestino in su, le aziende agricole del Parco producono olio extravergine DOP Veneto Euganei e Berici da oliveti che risalgono al periodo veneziano: fruttato, leggermente amaro, impossibile da trovare nella grande distribuzione. Alcuni agriturismi vendono in bottiglia con etichetta artigianale.
A tavola, nei ristoranti di campagna lungo il percorso, la proposta tipica sono i bigoli al torchio con ragù d'anatra, la sopressa veneta su polenta abbrustolita e le fritole — piccole frittelle dolci — come dessert. Cucina che non si presenta bene sui social ma risolve benissimo il problema del recupero calorico dopo 60 km in bici.
Piazzale della Stazione, 12
35036 Montegrotto Terme (PD)
Di fronte all'uscita del treno
Anello completo con rientro al punto
di partenza. Strade secondarie,
salite significative nella zona di Lozzo.
Fortemente consigliata l'e-bike.
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